Eravamo stati facili profeti a prevedere che la Direzione PD del 3 maggio dopo l’intervento di Matteo Renzi non avrebbe avuto alcuna incidenza nella formazione di un nuovo Governo.
Così è stato.
Il Presidente Mattarella non ha potuto fare altro che prendere atto dell’incapacità politica delle forze partitiche uscite ” vincitrici” dalla competizione elettorale del 4 marzo ( 5 Stelle e coalizione di CX ).
In forma lirica le parole del Presidente Mattarella a seguito dell’ultimo giro di consultazioni ricalcano i versi di W. H. Auden in “Shorts ” : ” Dovrebbe ispirarsi, la Politica, a Libertà, Diritto e Compassione, e invece, di regola, obbedisce a Egoismo, Vanagloria, e FIFA “.
Gli scenari di un ulteriore voto a luglio o in autunno rendono plausibile un ulteriore periodo di illusioni e demagogie urlate e potenziate da insulti e bassezze.
Mentre il gioco della campagna elettorale procederà per altri mesi in questo modo allontanando sempre più la speranza di investitori internazionali ( il discorso non vale per il modello Milano che ormai rappresentano una ” zona franca ” non solo economica, ma anche culturale ), il Paese rallenterà fino a fermarsi esponendo il fianco a derive estremiste e a speculazioni finanziarie.
Crediamo che il Partito Democratico debba costruire una propria identità politico culturale allineata alle sfide che la nuova società pone.
La robotizzazione e l’automazione impattano sul mondo del lavoro molto più di un Job Act o dell’aumento dell’IVA o della diminuzione di un punto percentuale delle tasse.
La formazione scolastica non adeguata all’ingresso del mondo del lavoro crea masse di giovani non preparati alle richieste del mondo produttivo.
Politiche sul lavoro sono necessarie per avvicinare quella parte della popolazione che non si sente rappresentata e vota ” di pancia ” per partiti demagogici, ma che almeno in apparenza si rivolgono a loro.
È evidente che il Partito Democratico debba prepararsi al voto anche con elementi di tattica
e valutare strategie di alleanze opportune in quanto una piattaforma partitica tripolare renderà vana qualsiasi elezione se non si gettano le basi per convergenze programmatiche, ma la tattica non dovrà prevalere su una fase di anamnesi e di costruzione della vision che il Partito Democratico dovrà offrire agli Italiani consapevole che la galassia dei Centro Sinistra in Europa ha bisogno di soddisfare la stessa esigenza.

Giovanni Corbo