Nel corso dell’Assemblea Provinciale della Federazione di Varese del Partito Democratico del 7 Aprile ho espresso alcuni concetti che credo meritino riflessione.
assemblea provincialeMolte sono state le interpretazione degli errori e le analisi di un risultato del PD al di sotto delle aspettative nelle elezioni del 4 marzo scorso.
Vorrei, però, proporre una visione prospettica del Partito e non indugiare ancora sui “se” e su ” quello che si sarebbe potuto fare “.
Il compito del PD, come quello di ogni altra formazione politica peraltro, è quello di costruire soluzioni per il Paese, in alternativa alle sconclusionate visioni demagogiche e populiste, e conquistare nuovamente la fiducia degli Italiani per realizzare tali soluzioni.
Non lo potrà fare se farà da stampella a qualsiasi forma di Governo guidato da altre forze politiche che dall’esito elettorale del 4 marzo hanno avuto un responso positivo.
Il PD sarebbe relegato ad una funzione “aritmetica” che nulla ha di “politico”.
Le soluzioni proposte dal Centro Sinistra o non sono state capite e/o comunicate nel migliore dei modi oppure non hanno risposto alle esigenze dei cittadini.
Il PD dovrà offrire il proprio contributo al Paese lavorando sulla costruzione di soluzioni “realizzabili” frutto di una profonda anamnesi delle esigenze e delle criticità che la “gente ” avverte come prioritarie.
Qualche interessante analisi politica ha riconosciuto al PD un ruolo di “katechon ” , unica forza capace di trattenere la deriva populista . Interpretazione suggestiva e che, forse inconsapevolmente, ha investito la struttura dirigenziale del Partito.
Relegarsi ad un simile scopo significherebbe abdicare dal ruolo di interprete dei cambiamenti della società. Significherebbe abdicare dal ruolo di guida per il Paese che il PD deve porre come stella polare delle propria azione riformista in un Paese che di riforme ha bisogno come l’ossigeno.
Riforme istituzionali per rendere lo Stato efficiente e al passo con i cambiamenti del mondo lavorativo e produttivo.
Riforme del welfare per supportare la flessibilità che l’attuale realtà lavorativa impone per garantire prospettiva soprattutto ai giovani non tutelati.
Il PD dovrà riconquistare il dialogo con le “forze intermedie “, sindacati, terzo settore, mondo della scuola, sentitesi tradite nel rapporto storico di fiducia per far sì che le Riforme siano condivise e realizzabili.
Occorre riprendere l’egemonia culturale come riferimento per le fasce di popolazioni più fragili e mi piace citare la frase del compianto arcivescovo brasiliano Helder Camara, che ha trascorso tutta la sua vita nel riscatto dei poveri :

“quando io do cibo ai poveri mi chiamano santo.Risultati immagini per helder camara Quando chiedo perché i poveri non hanno cibo mi chiamano comunista “.

Giovanni Corbo

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